Articoli



Le emozioni: un’opportunità per crescere


Viviamo in un’epoca nella quale ci viene chiesto, molto spesso, di metter da parte le emozioni. I ritmi vorticosi con cui affrontiamo le nostre giornate ci impediscono di soffermarci su ciò che ci suscita emozioni. Inoltre il provare emozioni espone la parte più sensibile di noi e questo ci fa sentire scoperti, vulnerabili, fragili.
La fragilità è qualcosa che sembra dover essere assolutamente evitata: bisogna essere efficienti, forti, vincenti; le fragilità sono bandite!
C’è chi si rende insensibile (o almeno ci prova) pur di non dover far i conti con le tanto scomode emozioni. C’è chi si costruisce un personaggio i cui panni veste con difficoltà, per non far trasparire quello che prova veramente.
Tentativi questi, destinati ad essere fallimentari, perché non fanno altro che allontanarci da noi, confonderci, impedendoci di capire ciò che siamo e di muoverci in direzione di ciò che vogliamo veramente.
Invece, dovremmo cominciare a ripensare al significato delle fragilità cui le emozioni ci espongono, provando a vederle non più solo come dei limiti o come qualcosa da nascondere, ma anche come opportunità.
Esse sono l’occasione per entrare in contatto con noi stessi, crescere e cambiare.
Questo perché ci rivelano aspetti di noi ai quali per tanto, troppo tempo avevamo preferito non dar voce, ma che chiedevano spazio.
Una volta visti e conosciuti questi aspetti smettono di farci paura e da quel momento possono offrirci nuove consapevolezze, nuove risorse.
Inoltre le nostre fragilità ci caratterizzano, ci rendono unici, rappresentano una parte importante di noi.
Se accettiamo le nostre fragilità sarà dunque più facile dar voce alle emozioni che proviamo: sarà più facile concedersi di piangere se ci sentiamo tristi, oppure accettare di provare rabbia, oppure ancora potremo riconoscere le nostre paure senza sentirci per questo a disagio.
Gli adulti che imparano ad ascoltare e capire le emozioni che provano saranno, con buona probabilità, genitori capaci di trasmettere il valore delle emozioni ai propri figli.
Ciò avverrà, prima di tutto attraverso l’esempio: i figli, osservando genitori che si permettono di vivere senza timore le emozioni, saranno spontaneamente portati a fare lo stesso.
Educhiamo ad ascoltare ed accettare le emozioni, che si tratti di gioia, di rabbia o di paura.
Educhiamo a non sentirsi  a disagio quando viene da piangere, perché quel pianto ci dà la possibilità di capire davvero cosa proviamo, di conoscerci, di entrare in contatto con la parte più profonda di noi.
In questo modo, i nostri figli saranno più consapevoli di sé stessi e di ciò che provano, si sentiranno più sicuri, e di fronte agli eventi della vita avranno maggior capacità di capire la strada da percorrere, quella più affine alla loro natura e ai loro desideri.
di CRISTINA CHERCHI (Pubblicato su Genitori Magazine il giorno 21/05/'12 - www.genitorimagazine.it) 




Un piccolo angolo di primavera

La primavera si avvicina, lo sentiamo nell’aria, e con il suo arrivo, giardini, campi e balconi si colorano di fiori, foglie, frutti.
Talvolta, nelle nostre frenetiche giornate in città ci capita di soffermarci ad osservare una terrazza, prezioso angolo di natura che sembra ricordarci, tra il grigio delle strade e dei palazzi, che la primavera sta arrivando.
Piacerebbe anche a noi creare uno spazio verde secondo i nostri gusti e dando espressione alla nostra creatività, ma poi decidiamo di lasciar perdere, le cose da fare sono sempre molte e non abbiamo tempo di dedicarci anche a questo.
Diamo per scontato che si tratterebbe di un’ulteriore incombenza, qualcos’altro di cui dovremmo occuparci noi adulti; ma se considerassimo la possibilità che anche i nostri figli possano essere coinvolti in questo progetto?
Se i figli sono piccoli, l’occuparsi delle piante potrà costituire un ottima esperienza sensoriale. Le piante da fiore come gerani, primule, violette o bocche di leone saranno un magnifico strumento per insegnare a distinguere i colori e le forme.
Anche il tatto potrà essere stimolato, divertendosi a sfiorare le foglie di varie piante per imparare a conoscerne le caratteristiche: lisce, carnose, “pelose”, ci stupiremo noi stessi di quanti confronti ed osservazioni si possano fare.
Se le dimensioni lo consentono, potremo coltivare un piccolo orto dove far crescere insalata e pomodori. Questo consentirà ai nostri figli di provare la soddisfazione di avere nel piatto quello che avranno coltivato. Verrà così stimolato anche il gusto.
Sarà poi importante dedicare un angolo alle piante aromatiche: basilico, prezzemolo, salvia, menta, timo ed origano che stimoleranno dapprima l’olfatto e saranno poi utilissime in cucina.
Con una spesa contenuta, avremo quindi a portata di mano un piccolo giardino, ricco di materiale stimolante per i nostri bambini.
Se invece i figli sono più grandi, si possono coinvolgere in prima persona nella realizzazione di un bello spazio verde.
Scegliamo insieme a loro le piante più adatte, considerando, oltre ai nostri gusti, anche l’esposizione del nostro balcone o giardino.
Possiamo chiedere ai vicini di casa oppure ai nonni delle talee, il resto lo andremo a comprare presso un vivaio.
A questo punto siamo pronti per fare esperienza della parte più divertente: travasi, semine ed altre procedure da eseguire tutti insieme, rigorosamente sporcandoci le mani!
Una volta allestito il nostro angolo verde avrà bisogno di piccole ma continue attenzioni.
I nostri figli potranno così avere il compito di innaffiare, eliminare le foglie o i fiori appassiti, raccogliere il basilico per l’insalata di pomodori oppure il rosmarino per l’arrosto.
E finalmente, una volta realizzatolo, anche noi adulti potremo goderci questo spazio di primavera che, piccolo o grande che sia, potrà darci qualche momento di benessere e relax.
Le piante ci insegnano a gustare il silenzio e la calma. Esse ci offrono in dono la bellezza delle gemme, delle foglioline tenere o dei fiori chiedendo solo poche attenzioni.
Il nostro prezioso angolo verde potrà in questo modo essere una soddisfazione ed un piacere condiviso da tutta la famiglia.
E si tratterà di un’esperienza fortemente educativa perché aiuterà i nostri figli a conoscere le piante, ad assumersi la responsabilità di qualche piccolo incarico e a divenire maggiormente sensibili verso la cura ed il rispetto della natura.


di CRISTINA CHERCHI (Pubblicato su Genitori Magazine il giorno 19/03/'12 - www.genitorimagazine.it) 



Educare (ed educarsi alla consapevolezza)
Educare alla consapevolezza significa orientare i propri figli verso scelte che siano in sintonia con le loro caratteristiche e gusti personali. Questo favorisce nel bambino una conquista davvero molto importante: la formazione di una propria identità. Educare alla consapevolezza richiede però un grande impegno, perché il mondo dei bambini è oggi troppo spesso orientato a un modello per cui per essere ‘adeguati’ bisogna essere tutti uguali.
A scuola si ricevono delle valutazioni numeriche ma sta a noi scoprire cosa ci sia dietro quei numeri. I bambini hanno caratteristiche estremamente differenti uno dall’altro, che difficilmente un voto potrà raccontarci. Un bambino che non dà il meglio di sé in matematica  o in qualsiasi altra materia otterrà probabilmente ottimi risultati in altri ambiti che richiedono solo di essere esplorati.
I giochi dei bambini non sono più quelli di un tempo, non scaturiscono sul momento grazie alla fantasia e all’inventiva di ognuno, ma sono dettati dalla pubblicità, dalla moda, giochi che non seguono i gusti del singolo bambino ma che sembrano dover essere gli stessi per tutti. Un tempo i giochi venivano tramandati da una generazione all’altra; oggi basta che venga lanciato sul mercato un nuovo articolo perché si abbandonino e si dimentichino quelli che fino a un momento prima erano capaci di ‘entusiasmare’.
Persino nell’ambito delle attività sportive e formative pomeridiane sembra esserci poco spazio per l’espressione di sé, un’espressione che privilegi l’emergere della personalità del bambino e non il raggiungimento di uno standard uguale per tutti. Con l’omologazione, inoltre, viene meno quell’arricchimento che solo la relazione tra individui che abbiano ognuno caratteristiche e gusti propri sa dare.
Con questo non si vogliono necessariamente demonizzare i modelli correnti. Ciò che si propone è di osservare e stimolare i propri figli affinché possano esprimersi in ciò che è loro più affine, ottenendo così un buon risultato che sarà per loro fonte di gratificazione e motivazione a vivere nuove esperienze con entusiasmo.
Educare alla consapevolezza significa dunque accompagnare i propri figli alla scoperta di sé, delle proprie potenzialità ma anche dei propri limiti, nonché di ciò che piace e che non piace loro, nella convinzione che questo potrà renderli più sicuri e fiduciosi in sé stessi.
Quello che si può fare come genitori è anzitutto dare il nostro esempio, i bambini apprendono moltissimo dall’osservazione degli adulti di riferimento. Diventare dunque consapevoli delle proprie decisioni e scegliere qualcosa perché ci piace, perché ci appartiene, è un passo che dobbiamo in primo luogo compiere noi, come adulti, affinché i nostri figli sentano che quella è la strada migliore da seguire.
Per educare alla consapevolezza occorre anche cercare di metter da parte un po’ delle nostre aspettative verso i figli, lasciando che possano diventare ciò che più appartiene loro e non ciò che ci attendiamo da loro. Questo non è sempre facile perché ogni genitore comincia a fantasticare su come sarà il proprio figlio, fin dal periodo della gravidanza e ciò è naturale. E importante, tuttavia, far sì che quel fantasticare non diventi aspettativa.
Permettiamo che i nostri figli possano stupirci  per quello che potranno diventare. Stupore…una parola cui oggi siamo troppo poco abituati, così incanalati in qualcosa di già prestabilito per noi, una parola ed un’emozione che meritano d’esser recuperate. Insegniamo ai nostri figli ad avere il coraggio di uscire da una strada troppo battuta, trasmettiamo loro il gusto di stupirsi di sé, delle proprie scoperte, della vita stessa. E ritroviamo anche noi il gusto dello stupore, perché un padre ed una madre capaci di stupirsi saranno straordinari maestri di vita per i propri figli.
di CRISTINA CHERCHI (Pubblicato su Genitori Magazine il giorno 04/07/'11 - www.genitorimagazine.it)

Nessun commento:

Posta un commento